2000 - 2013

TREDICI ANNI DI IMPEGNO PER LA CITTA'








"LA TRAVERSATA" di Bartolomeo Sorge


Venerdì 19 novembre verrà presentato alle ore 21, nell'Aula Magna del Seminario di Vercelli, l'ultimo libro di Bartolomeo Sorge "La Traversata:la Chiesa dal Concilio Vaticano II a oggi" edito da Mondadori. Introdotti dalla Vicepresidente UCID di Vercelli Adriana Sala Breddo, a parlare insieme all'autore di una stagione cruciale per il cammino storico e spirituale della Chiesa ci saranno il parlamentare Luigi Bobba, già Presidente nazionale delle ACLI, Mons. Cristiano Bodo, Vicario generale dell'Arcidiocesi e Pier Giorgio Fossale, Assessore alla cultura del Comune. Le conclusioni saranno tratte da Luigi Omodei Zorini, Presidente UCID della Sezione di Vercelli, associazione organizzatrice dell'incontro.
"Nell'epoca della globalizzazione e della secolarizzazione, la società è divenuta ormai irreversibilmente pluriculturale, plurietnica e plurireligiosa. Per agire da fermento, la Chiesa deve porsi in modo nuovo. Giunti al giro di boa dei cinquant'anni dal Concilio Vaticano II, per evengelizzare un mondo profondamente cambiato, non resta che proseguire con coraggio la "TRAVERSATA" lungo la "rotta" segnata chiaramente dal Concilio e dai suoi "traghettatori". Padre Sorge nel suo nuovo libro attinge ai ricordi personali e delinea un intenso ritratto di alcune delle figure più carismatiche che hanno accompagnato la Chiesa e la nostra società nella transizione al terzo millennio. Tra i "traghettatori" incontrati da Sorge ricordiamo dagli ultimi Papi al Cardinale Carlo Maria Martini fino a due personaggi che pagarono con la vita la loro testimonianza di amore evangelico e l'ideale per una società più giusta: l'Arcivescovo di San Salvador Oscar Romero e il parroco del quartiere palermitano Brancaccio, don Pino Puglisi.
Padre Bartolomeo Sorge è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1958. Ha vissuto questi anni che racconta nel suo libro anzitutto nei cosiddetti palazzi, dirigendo la mrivista "La Civiltà cattolica" a diretto contatto con alcuni papi da Paolo IV a Giovanni Paolo II, senza dimenticare Papa Luciani, che l'aveva indicato come suo successore all guida del Patriarcato di Venezia.
Ma è anche vissuto nelle strade della Sicilia tra la gente, negli anni delle stragi di mafia ed è stato uno dei protagonisti della "Primavera di Palermo". Per questo suo impegno ha dovuto vivere sotto scorta per diversi anni. Un periodo che ricorda nel suo libro anche attraverso la figura di Agostino Catalano, il suo capo scorta, uno di quei veri servitori dello Stato, assassinato con Paolo Borsellino nell'attentato mafioso di Via D'Amelio.

MONITORIZZAZIONE EMISSIONI INCENERITORE DI VERCELLI









Ho prestato sempre molta attenzione all'inceneritore cittadino, dedicandovi varie interrogazioni, la maggior parte delle quali si soffermavano in particolare sul problema della monitorizzazione delle emissioni dell'ormai vetusto impianto, posto proprio alle porte della nostra città.
Come i cittadini di altre città possono comodamente visionare i dati dei loro impianti in tempo reale tramite internet, credo che anche i vercellesi ne abbiano tutto il diritto, visto anche la vetustà dell'impianto. Penso che le nuove tecnologie come internet siano uno dei mezzi che la politica deve utilizzare per recuperare quella distanza che la separa sempre più dai cittadini.
In questa mia azione politica mi conforta il fatto di essere appoggiata da diversi cittadini che hanno sottoscritto una petizione. A tal riguardo ringrazio anche Alleanza per Vercelli, l'area civica di impegno politico, che mi ha aiutata nella raccolta delle firme, come in quella per ottenere la pubblicazione dei dati sull'elettromagnatismo
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Allego il testo della mia ultima interrogazione al riguardo

Al Signor Sindaco del Comune di Vercelli
e p.c. al Signor Presidente del Consiglio comunale
Vercelli, 18.10.2010
OGGETTO INTERROGAZIONE: Pubblicazione dei dati delle emissioni del vetusto inceneritore di Vercelli.
La sottoscritta Adriana Sala in Breddo, Consigliere comunale indipendente del Gruppo consiliare PD.
PREMESSO CHE
l’inceneritore di Vercelli, situato in prossimità dell’abitato cittadino, è ormai in esercizio da più di 30 anni, almeno per quanto riguarda le prime due linee entrate in funzione nel lontano 1977.
VISTO CHE
nel corso della riunione del tavolo tecnico per la bonifica/messa in sicurezza dell’inceneritore, tenutasi il 22 luglio 2010, il rappresentante di Atena Patrimonio ha affermato che non vi è affatto un’obsolescenza dell’impianto e che pertanto la sua funzionalità è da prevedersi anche oltre la data del 31 dicembre 2012 come riportato da fonti giornalistiche.
CONSIDERATO CHE
l’inceneritore di Vercelli è dotato di un Sistema di Monitoraggio delle Emissioni (SME) che misura e registra in continuo la concentrazione di diversi parametri (Risp. Interrogazione del 7.12.2009 prot. 50937);
· il sistema SME è operativo dal secondo semestre 2002 per effetto della deliberazione della Giunta Provinciale n. 17695 del 4 maggio 1999 (Risp. Interrogazione del 17.02.2010 prot. 5912);
· i dati delle emissioni di altri inceneritori sono stati resi pubblici da anni su siti internet come ad esempio a partire dal 2002 le emissione dell’impianto di Pietrasanta (LU) gestito proprio da Veolia S.p.A, la medesima società che gestisce quello di Vercelli;
· l’Amministrazione comunale in data 7 dicembre 2009 affermava che avrebbe valutato prossimamente di pubblicare sul proprio sito i dati in oggetto (Risp. Interrogazione prot. 50937); in data 2 febbraio 2010 a seguito della possibilità espressa dall’Amministrazione era stata inoltre depositata una raccolta di firme in cui i firmatari chiedevano che i dati delle emissioni dell’impianto di Vercelli venissero resi anch’essi pubblici sul sito internet del comune.
INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE
relativamente alla pubblicazione dei dati delle emissioni in continuo dell’inceneritore di Strada per Asigliano, quali sono le valutazioni conclusive dell’Amministrazione comunale di Vercelli.
In attesa di una Sua risposta scritta entro i termini previsti dall’art. 43 del D. Lgs. del 18.08. 2000 n° 267, nel ringraziarLa anticipatamente, Le porgo distinti saluti.
Adriana SALA BREDDO

LA VECCHIA CALDAIA



Anna e Giacomo erano felici il giorno in cui avevano affittato il loro alloggio in quell’alta casa posta in periferia. Giacomo era un operaio ed Anna lavorava in un asilo comunale, avevano due stipendi dignitosi, ma con i figli i soldi non bastavano mai. L’alloggio era all’ultimo piano, sembrava ai loro occhi un piccolo attico che guardava la bellissima campagna che circondava la città. Un bel posto dove far crescere i due figli. Certo l’affitto non era proprio a buon mercato, ma alcuni sacrifici si fanno volentieri per i figli: Francesca ed Andrea. Molte erano le aspettative che, come tutti i genitori, riponevano su di loro ed erano felici di quei sacrifici.
Lo stabile era bello, né troppo grande né piccolo, proprio come la città in cui vivevano. Città che entrambi amavano poiché aveva, secondo loro, le giuste dimensioni dove quasi tutti si conoscono ed era tranquilla, forse troppo in certi casi. L’alloggio era proporzionato alle loro esigenze, c’era però la questione della vecchia caldaia da cambiare, ma i proprietari avevano assicurato che presto si sarebbe risolto il problema. Infatti se l’ultimo piano offriva una vista bellissima, purtroppo poneva il loro alloggio vicino a quel camino da dove uscivano i fumi di quella vecchia caldaia che bruciava di tutto ed era entrata in funzione nel lontano 1967.Gli inverni passavano lenti, i loro figli crescevano ed il fumo usciva sempre da quel camino, ma tutto a norma di legge, secondo quanto ripeteva costantemente l’amministratore in tutte le assemblee del condomino.
Andrea aveva già iniziato le superiori e continuava a giocare nella squadra del quartiere che teneva gli allenamenti nel campetto vicino a casa. Questo rendeva tranquilli Anna e Giacomo, con quello che sentivano accadere ai giovani d’oggi. Ma anche tutti i ragazzi della squadra, quando il vento soffiava verso il campo di calcio, si lamentavano del fumo della vecchia caldaia. Francesca, la piccola di casa aveva, iniziato a tirare di scherma, uno sport costoso diceva Giacomo, sport che la piccola aveva scelto per seguire una sua amica, ma s’impegnava e regalava ai genitori delle soddisfazioni vincendo diverse gare. Anna aveva però il doppio da fare quando doveva lavare e stendere la bianca divisa sempre a causa dei fumi della vecchia caldaia.
Anna e Giacomo però erano rassicurati dal fatto che la caldaia si sarebbe dovuta sostituire entro il 31 dicembre 2002, la data finalmente si stava avvicinando e quindi la situazione sarebbe sicuramente migliorata.
Negli anni, durante le tante assemblee condominiali, se ne era parlato tantissimo di cosa fare della caldaia e vi erano state accese discussioni.
Alcuni volevano costruire una nuova caldaia più piccola e potente, che avrebbe riscaldato anche i palazzi vicini, in tal modo i proprietari avrebbero guadagnato e forse agli affittuari avrebbero diminuito le spese condominiali, che intanto aumentavano.
Altri volevano invece puntare decisamente su fonti alternative, rivestendo il palazzo di pannelli fotovoltaici, cosi da avere luce e calore per tutto l’immobile ed intanto il camino sbuffava.
Altri ancora volevano cambiare tutti gli infissi, coibentare tutta la casa e fare un buco nel terreno per sfruttare l’energia geotermica, per climatizzare la casa in estate e riscaldarla in inverno. Addirittura affermavano che con l’energia geotermica si sarebbe potuto aprire una pista di fondo che sarebbe passata sotto la casa e la casa avrebbe così acquistato valore. Che fortuna pensavano scherzando Anna e Giacomo, pagando un solo affitto si sarebbero potuti avere anche i vantaggi di una casa in montagna.
Ma le assemblee condominiali passavano ed i proprietari dello stabile non prendevano mai delle decisioni. Però, in tutto questo tempo, il camino continuava a fumare proprio lì vicino all’appartamento.
Inoltre Francesca ed Andrea avevano avuto negli anni un pò di tosse in più dei loro amici, ma nessuno poteva dire se fosse stato a causa del fumo del camino della vecchia caldaia.
Ormai erano giunti a pochi mesi dalla mitica scadenza del 31 dicembre quando Giacomo ritornando a casa dall’ultima assemblea condominiale proferì per la prima volta quella parola sentita tante volte ai telegiornali…EMERGENZA!
Sì! Si era in emergenza poiché dopo tante parole mancava il tempo per costruire una nuova caldaia ed anche per ricorrere a fonti alternative. Ormai era tardi per agire si correva il rischio di passare l’inverno senza riscaldamento, un inverno al freddo….un’emergenza insomma!. Quindi l’amministratore aveva annunciato che ci si doveva tenere la vecchia caldaia, affermando che era a norma. I proprietari si dichiaravano dispiaciuti, ma a Giacomo non era sfuggito che senza spendere una lira in migliorie, qualunque esse fossero, i proprietari continuavano a percepire gli affitti di tutto il caseggiato. Intanto Anna e Giacomo, che abitavano vicino al camino avrebbero continuato a respirare con i loro figli i fumi della vecchia caldaia.
Victor
P.S. Ogni riferimento a fatti, persone e luoghi è da ritenersi puramente casuale.

LA FIAT, IL LAVORO, I SINDACATI.



Chi scrive è da decenni impegnato a proporre e promuovere una democrazia sociale, economica, industriale. Verso la fine degli annni '60, secolo scorso, e anni seguenti, tramite il Centro Studi che ho diretto, prima a Bologna e poi a Milano, proposi la "partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese", in linea con le esperienze tedesche. A Milano, organizzai "seminari e convegni" su modelli innovativi di relazioni industriali e modelli alternativi di organizzazione del lavoro. E' veramente ampia la rassegna stampa, che conservo e che è diventata patrimonio culturale della Università Cattolica di Milano, che rende memoria della linea culturale e progettuale proposta. Voglio, cioè, dire che conosco la questione riguardante le politiche sociali e industriali. E, quindi, ritengo utile esprimere un giudizio su ciò che sta avvenendo, In Italia, circa le "politiche del lavoro". Circa la crisi dell'occupazione e gli interventi e le decisioni della FIAT. In base alle mie esperienze, la CISL e la UIL hanno sempre privilegiato la difesa degli interessi dei lavoratori ricorrendo alla dinamica contrattuale; vale a dire il "contratto"; il contratto, il più "garantista" possibile, nei confronti delle attese dei lavoratori e , nel contempo, una disponibilità ad esaminare "formule partecipative". La CGIL, invece, ha sempre privilegiato una "concezione ideologica". Con il rifiuto di qualsiasi attitudine "partecipativa". Per decenni, ambienti culturali e sociali, vicini alla CGIL, hanno sviluppato concezioni di "classe", il "conflitto di classe" come valore-guida. anche delle relazioni industriali e del lavoro. Oggi, di fronte alla sfida della "globalizzazione", diventa, a mio avviso, fondamentale rilanciare l'idea di "un'opera comune", per la salvaguardia dell'occupazione, tra il mondo delle imprese, del lavoro, con i sindacati, e le realtà politico- istituzionali. Deve, cioè, emergere con il contributo dei soggetti coinvolti un nuovo "progetto di Paese" e una conseguente politica industriale e sociale. Avendo, sopratutto, a cuore le esigenze delle nuove generazioni, dei giovani; in particolare, dei giovani del Sud. In questo contesto, si comprenderà meglio il mio giudizio sulla "questione FIAT". La FIAT è parte integrante della storia del nostro Paese; è, indubbiamente, una realtà industriale che ha concorso alla crescita dell'Italia, portandola ad essere, con altre realtà imprenditoriali, uno dei maggiori Paesi industrializzati, nel mondo. Ma, il Paese, le Istituzioni, non hanno mai abbandonato la FIAT nei momenti di gravi difficoltà che hanno contraddistinto il suo cammino. Le Istituzioni, con i vari governi dal dopoguerra ad oggi, hanno sempre dimostrato grande sensibilità nei confronti della FIAT. I supporti sono stati indubbiamente notevoli. Oggi, la FIAT ha una grande leadership, una dirigenza di spessore internazionale. E' giusto che questa dirigenza curi al massimo gli interessi della FIAT; è giusto che si dia "progetti" di salvaguardia e sviluppo compatibile. Ma, tale "compatibilità" porta ad escludere ciò che è "compatibile" con le attese dei lavoratori italiani, delle Istituzioni italiane. E' veramente impossibile trovare i "giusti equlibri"? Sono convinto che qualora la FIAT dovesse assumere gli stessi atteggiamenti della FIOM si farebbe del male. Sono convinto che qualora la FIAT dovesse considerare "periferica" l'Italia, si farebbe del male. La FIAT è la FIAT in quanto espressione della "italianità", nel senso che è garantita da un'immagine, un costume, un know how complessivo che appartiene alla tradizione del nostro Paese. Bisogna trovare, allora, un intelligente componimento della questione: il governo deve favorire una nuova qualità, in termini di politica industriale, creando un "quadro" di riferimento per le parti sociali; la dirigenza della FIAT non deve assumere atteggiamenti, tipo "o mangiate questa minestra o....", i sindacati sono chiamati a gesti di grade responsabilità. Come del resto stanno già facendo i dirigenti della CISL e della UIL.. La FIOM con la CGIL devono chiarire se accettano il "bene possibile" o chiedendo il "tutto" rischiano di far perdere ai lavoratori e all'Italia le occasioni per nuove fonti di sviluppo e di lavoro. E' tempo di gente saggia e coraggiosa.
Franco MANGIALARDI