2000 - 2013

TREDICI ANNI DI IMPEGNO PER LA CITTA'








17 MARZO FESTA NAZIONALE


Quando si parla di Unità Nazionale non ci dovrebbe essere nulla da discutere. Dovremmo essere tutti uniti e compatti, indipendentemente dai colori politici.
Gli unici colori da rispettare dovrebbero essere quelli della bandiera italiana.
La Lega Nord, benché faccia parte del Governo Nazionale, assume posizioni assestanti, ribadendo, anche con atti forti, la propria posizione politica “separatista”.
Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legge con il quale si stabilisce che il 17 marzo prossimo, data simbolo dei 150 anni dell'Unità d'Italia, sarà Festa Nazionale, con tutti gli effetti civili che ne derivano. Tuttavia vale la pena ricordare, se non altro per la storia, che la decisione non è stata presa all’unanimità, in quanto tre Ministri hanno espresso la loro riserva. Sono tutti rappresentanti della Lega Nord: Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli, che contestano la scelta di festeggiare con l'astensione dal lavoro.
Polemiche non sono mancate neppure nel mondo della scuola, visto che il Ministro dell’Istruzione Gelmini aveva fatto richiesta di tenere le scuole aperte il 17 marzo. Il Consiglio dei Ministri, tuttavia, ha preso una saggia decisione, optando per la chiusura delle scuole e dando la possibilità ai ragazzi di seguire gli eventi che saranno organizzati per l’occasione.
Non si può polemizzare sempre e vivere male tutti i processi che celebrano l’Unità d’Italia. La Lega è partita dalla secessione per approdare al federalismo, ma conserva ancora atteggiamenti poco consoni a chi occupa ruoli importanti all’interno del Governo nazionale.
Non si può camuffare il proprio sentire. Ogni qual volta c’è da esprimersi su decisioni che tengano il Paese unito, attraverso la coesione sociale o più semplicemente attraverso eventi celebrativi, la natura della Lega viene fuori.
Il Centrodestra è ostaggio di questa realtà, che ha contribuito a rafforzare. A farne le spese sono i cittadini che vivono in tutte quelle regioni in cui la Lega non ha radici, perché troppo lontane dal Nord.
On. Gero GRASSI
Direzione Nazionale PD

GIANNA: lotta di una Donna. Dal Polesine al Mezzogiorno d'Italia


Alleanza per Vercelli, area civica di impegno politico attiva in città da oltre 10 anni, organizza venerdì 18 febbraio alle ore 18 presso il Caffè Cavour, sito nell’omonima piazza di Vercelli, la presentazione del libro “Gianna: lotta di una Donna. Dal Polesine al Mezzogiorno d’Italia” di Gero Grassi. Come scrive lo stesso autore nella presentazione, tutti i suoi romanzi sono ambientati e si sviluppano in gran parte nella sua amata città, della quale descrive luoghi, personaggi, eventi non sempre veramente esistiti, seppure ispirati. Gianna, la protagonista del libro, nasce nel Polesine. A differenza di tanti meridionali che cercano al nord vita e lavoro, fa il viaggio al contrario. Frequenta la scuola in una città che vive le contraddizioni tipiche del Mezzogiorno. Nel 1984 si candida al Consiglio Comunale di Terlizzi su invito di Giacomo, giovane segretario provinciale della Dc, voluto da Aldo Moro. È un trionfo e Gianna diventa Sindaco dopo una elezione plebiscitaria. Nel 1989 è rieletta e prosegue nell’impegno sindacale sino a quando nel 1992, per motivi connessi a vicende urbanistiche, è arrestata. Giacomo scopre la tresca e consente il totale proscioglimento dalla vicenda, determinando anche l’arresto dei protagonisti dell’intrigo. Gianna, colpita dalle giornate passate in carcere e dalla violenza dell’evento, si dimette dal Comune. L’Italia, invece, abbandonata Tangentopoli, vive la breve esperienza del Governo Berlusconi. Segue un Governo tecnico, frutto di ribaltone, guidato da Dini. In prossimità delle elezioni politiche nasce l’Ulivo. Il 22 aprile 1996, mentre in Italia si festeggia la vittoria dell’Ulivo e di Romano Prodi, prossimo Presidente del Consiglio, a Terlizzi, in Piazza Cavour, sul palco, con pubblico comizio, festeggiano la vittoria persone provenienti da culture e storie diverse: Giuseppe Ayala, Nichy Vendola, Gero Grassi ed altri ancora. Durante il comizio, appare Gianna, l’Italia è in netta ripresa. Si volta pagina. Sembra un miracolo e forse lo è. Nel libro si mettono in campo contesti, avvenimenti, personaggi, temi e sensibilità di grande rilevanza storico-culturale e sociale e si propone così come narrazione ideale locale e nazionale, come storia cittadina e pure italiana, quanto mai oggi di attualità. Gero Grassi è nato a Terlizzi in provincia di Bari, giornalista pubblicista autore di diversi libri tra cui “Il ministro e la brigatista” e “La principessa e il figlio del Professore”. E’ deputato, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera e Responsabile Nazionale Sanità del Pd. Sindaco del suo paese natio aveva tra i suoi assessori l’attuale Presidente della Regione Puglia Nicky Vendola. L’incontro sarà un’occasione per riflettere su un periodo della storia italiana e l’autore ne parlerà con Filippo Campisi Consigliere Comunale di Vercelli del Pd e Ugo Breddo di Alleanza per Vercelli.

Il PD può rappresentare la chiave di volta per i cattolici italiani


Il Paese sta attraversando una crisi che non è soltanto economica, ma anche e soprattutto etica.
Le vicende di questi giorni impongono una riflessione profonda, sollecitata dai tanti cattolici che non si sentono più rappresentati da una parte politica, che propone vicende generali ed avvenimenti specifici di evidente immoralità.
Il fondatore della Comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, afferma giustamente: “La seconda Repubblica non è mai nata, eppure si ha la sensazione che stia morendo. Si è passati dalla Repubblica dei Partiti a quella della tv e dei talk-show… - ed ancora - il mondo cattolico assuma un’altra posizione, dia il suo contributo di idee nuove in un assetto politico diverso, plurale”.
Le parole e le riflessioni di Andrea Riccardi, mai ostile al PD ed amico di Romano Prodi, devono essere una possibilità di crescita per il nostro partito.
L’onorevole Beppe Fioroni ed i cattolici presenti nel PD hanno sottolineato più volte all’interno del PD, la necessità di avviare un percorso che dia ai cattolici la serenità di sentire le proprie posizioni difese ed accolte.
I cattolici non si sentono più rappresentati dalla politica di Centrodestra, che vanta una radice cristiana, ma assume nel contempo comportamenti e decisioni in netto contrasto col cattolicesimo democratico.
La rete che teneva tutti dentro comincia a non tenere più. Le maglie si stanno aprendo e in molti si ritrovano a navigare in mare aperto, senza meta.
Il PD ha l’opportunità di rappresentare un porto sicuro per tutti i cattolici dispersi nel burrascoso mare della politica italiana.
Il segretario del PD Pierluigi Bersani ha facoltà di illuminare il faro, guidando i cattolici dispersi verso la medesima direzione.
Bersani deve dire chiaramente che il PD è pronto ad accogliere e rappresentare tutti i cristiani, quelli che guardano al Centrosinistra, ma anche quelli che, delusi dalla politica di Centrodestra, vagano come anime in pena, in attesa di approdare ad una spiaggia sicura.
Non cogliere questo segno dei tempi, potrebbe generare un errore grandissimo, potrebbe portare i cattolici a distruggere il bipolarismo, che seppur non perfetto, è certamente meglio della frammentazione politica, che nella storia ha generato soltanto diatribe e rallentamento nell’attività di Governo.
Il PD può rappresentare la chiave di volta per i cattolici italiani. Pierluigi Bersani non può non farsi carico di questa esigenza: significherebbe chiudere la porta al mondo che cambia ed ingessare il Partito, privandolo delle opportunità di crescita.
L'occasione dell'Assemblea Nazionale è troppo ghiotta. Sono sicuro che Bersani coglierà l'occasione per parlare anche a quanti vengono da una esperienza politica diversa dalla sua. Lo farà per allargare il PD, lo farà per creare il PD di Governo.
Cogliere questa possibilità significa creare il vero PD, l'insieme dei riformisti, cattolici e laici che guardano alla persona e tengono al centro dell'azione di governo, l'Italia.
On. Gero GRASSI

"LA TRAVERSATA" di Bartolomeo Sorge


Venerdì 19 novembre verrà presentato alle ore 21, nell'Aula Magna del Seminario di Vercelli, l'ultimo libro di Bartolomeo Sorge "La Traversata:la Chiesa dal Concilio Vaticano II a oggi" edito da Mondadori. Introdotti dalla Vicepresidente UCID di Vercelli Adriana Sala Breddo, a parlare insieme all'autore di una stagione cruciale per il cammino storico e spirituale della Chiesa ci saranno il parlamentare Luigi Bobba, già Presidente nazionale delle ACLI, Mons. Cristiano Bodo, Vicario generale dell'Arcidiocesi e Pier Giorgio Fossale, Assessore alla cultura del Comune. Le conclusioni saranno tratte da Luigi Omodei Zorini, Presidente UCID della Sezione di Vercelli, associazione organizzatrice dell'incontro.
"Nell'epoca della globalizzazione e della secolarizzazione, la società è divenuta ormai irreversibilmente pluriculturale, plurietnica e plurireligiosa. Per agire da fermento, la Chiesa deve porsi in modo nuovo. Giunti al giro di boa dei cinquant'anni dal Concilio Vaticano II, per evengelizzare un mondo profondamente cambiato, non resta che proseguire con coraggio la "TRAVERSATA" lungo la "rotta" segnata chiaramente dal Concilio e dai suoi "traghettatori". Padre Sorge nel suo nuovo libro attinge ai ricordi personali e delinea un intenso ritratto di alcune delle figure più carismatiche che hanno accompagnato la Chiesa e la nostra società nella transizione al terzo millennio. Tra i "traghettatori" incontrati da Sorge ricordiamo dagli ultimi Papi al Cardinale Carlo Maria Martini fino a due personaggi che pagarono con la vita la loro testimonianza di amore evangelico e l'ideale per una società più giusta: l'Arcivescovo di San Salvador Oscar Romero e il parroco del quartiere palermitano Brancaccio, don Pino Puglisi.
Padre Bartolomeo Sorge è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1958. Ha vissuto questi anni che racconta nel suo libro anzitutto nei cosiddetti palazzi, dirigendo la mrivista "La Civiltà cattolica" a diretto contatto con alcuni papi da Paolo IV a Giovanni Paolo II, senza dimenticare Papa Luciani, che l'aveva indicato come suo successore all guida del Patriarcato di Venezia.
Ma è anche vissuto nelle strade della Sicilia tra la gente, negli anni delle stragi di mafia ed è stato uno dei protagonisti della "Primavera di Palermo". Per questo suo impegno ha dovuto vivere sotto scorta per diversi anni. Un periodo che ricorda nel suo libro anche attraverso la figura di Agostino Catalano, il suo capo scorta, uno di quei veri servitori dello Stato, assassinato con Paolo Borsellino nell'attentato mafioso di Via D'Amelio.